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Tra Lady Gaga e il pop italiano: l’identità di Emily

 


Ci sono artiste che non hanno bisogno di cercare la scena: la scena, semplicemente, le riconosce. Emily Rinaldi è una di loro. Una voce che nasce prestissimo, quando ancora giocava e cantava senza sapere che quello sarebbe diventato il suo mondo, e che negli anni ha trovato forma, disciplina e coraggio attraverso concorsi, palchi, set cinematografici e un amore viscerale per lo spettacolo. Dai primi concorsi vinti da bambina ai ruoli nei film "Il Camionista""Dindon" produzioni Mediaset in prima serata, Emily ha costruito un percorso sorprendentemente ricco per la sua giovane età, muovendosi con naturalezza tra canto, recitazione e performance. Una crescita costante che l’ha portata fino alla vittoria assoluta del Festival Voci d’Oro 2026, un traguardo che conferma non solo il suo talento, ma anche la sua capacità di emozionare e di lasciare un segno. Sul palco Emily è energia, presenza, spettacolo: un’anima pop che guarda con ammirazione al mondo americano e a icone come Lady Gaga, da cui eredita l’idea di un’artista completa, capace di unire voce, corpo, interpretazione e visione. Nella vita, invece, è una giovane donna determinata, curiosa, che vive la musica come un bisogno vitale e una promessa fatta a se stessa. In questa intervista, Emily racconta il suo percorso, le emozioni del festival, gli incontri che l’hanno arricchita e i sogni che la guidano. Un dialogo sincero con un’artista che non vuole “fare musica”, ma vivere di musica, condividerla e trasformarla in libertà.


Emily, ti va di raccontarci come è nato e come si è evoluto il tuo percorso artistico?

Sì, assolutamente. Allora, io canto da quando sono piccolina e ricordo che i miei genitori appunto mi raccontano sempre del fatto che io, quando avevo più o meno dai 2-3 anni, cantavo in questo finto inglese e da lì è partito un po' il tutto. Mi hanno portato alle serie di canto verso i 6 anni e poi ho iniziato a fare tantissimi concorsi, veramente tanti, tra i quali mi sono classificata sempre nei primi posti e grazie proprio a questi concorsi anche ho avuto la possibilità di recitare in un film “Il camionista”, con Giorgio Tirabassi Simona Borioni, trasmesso so Canale 5, avevo all'incirca 8 anni e da lì ho iniziato anche il mio percorso per quanto riguarda la recitazione, l'ultimo film che sono uscito è  "Din Don"  una saga di film commedia per la televisione, trasmessa principalmente su Italia 1 con Enzo Salvi e Maurizio Mattioli, quindi posso dire di aver fatto un bel percorso, e intendo continuare questo percorso nel mondo dello spettacolo. Senza dimenticare che sono la vincitrice assoluta dell'edizione 2026 del Festival Voci D'oro, quindi ho sempre riscontri positivi fortunatamente e questo mi fa piacere.

Come descriveresti la tua musica e la tua personalità artistica?

Mi definisco una cantante pop: amo profondamente stare sul palco, creare contatto con il pubblico e, soprattutto, fare spettacolo. È l’aspetto che mi fa sentire più viva. Da piccola ho studiato anche danza, e questo mi ha aiutata a sviluppare un certo portamento e una presenza scenica che oggi considero parte integrante della mia identità artistica. Se penso a ciò che vorrei diventare, il mio riferimento è sicuramente il mondo americano. Mi affascina il modo in cui gli artisti sanno stare sul palco, come scrivono, come costruiscono uno show. Lady Gaga, in particolare, è una figura che ammiro molto: la sua energia, la sua libertà espressiva, la sua capacità di unire musica e performance. È una direzione verso cui sento di voler andare anch’io.

Cosa ti ha spinto a partecipare al Festival Voci D’oro?

Allora, sicuramente mi ha spinto sempre questa mia passione per il canto. Inizialmente ero un po' scettica, dico la verità, ho visto questo annuncio su Instagram e ho detto “vediamo che cosa si esce fuori!”, sempre un po' per fare un’esperienza, per misurarmi anche un po' con le altre persone perché no, avere un confronto insomma con altri ragazzi, ma soprattutto per fare queste nuove conoscenze. Non ho partecipato con l'idea di vincere il concorso, ma con l'idea di vivere l'esperienza, quindi tutto ciò che c'è nel backstage, tutte le emozioni che si vivono proprio sul palco….. ecco questo è quello che mi ha spinto principalmente a partecipare al festival.

Vuoi ricordarci la canzone con cui ti sei esibita al Festival Voci D’oro, perché hai scelto proprio questo brano cosa rappresenta per te?

Restando in tema Lady Gaga, ho scelto “Always Remember Us This Way”, dal film "A Star Is Born". È un brano molto speciale per me: proprio in questi giorni ho rivisto il film perché mi era tornata un po’ di nostalgia. L’ho portato sul palco perché, in questo momento, lo sento davvero mio sia per ciò che racconta il testo, sia per come mi permette di esprimermi vocalmente.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di Voci d’Oro e cosa ti ha fatto scoprire di te come cantante?

Sicuramente porto a casa tantissime nuove conoscenze: è sempre la prima cosa che dico. Ho incontrato persone diversissime tra loro, e ognuna mi ha lasciato qualcosa, anche solo attraverso un breve scambio di parole. Con alcune parli di più, con altre di meno, ma alla fine senti davvero di far parte di un gruppo che condivide la tua stessa passione per la musica. Sono andata al festival non con l’idea di vincere o di portare a casa un premio, ma con la voglia di vivere un’esperienza. E quello che mi ha colpita di più è stato proprio il contatto umano: con gli altri artisti, con l’organizzazione, ma anche, e forse soprattutto, con il pubblico mentre cantavo. È una sensazione che mi tiene viva, che mi dà la forza di andare avanti e continuare a credere in quello che faccio.

Hai qualche aneddoto particolare legato a questa esperienza che vorresti ricordare?

A dire la verità, sono successe talmente tante cose che faccio fatica a ricordarle tutte. Però una scena me la ricordo benissimo: eravamo nel backstage, io ero tipo la ventottesima in scaletta, quindi praticamente verso la fine e, nell’attesa, io e un altro ragazzo juventino ci siamo messi a seguire la partita della Juventus dal telefono. Mentre gli altri cantavano, noi eravamo lì a trattenere gli urli da tifosi, facendo quelle esultanze “mute” che sembrano quasi una coreografia. Ogni gol era una festa… ma a volume zero, per rispetto di chi si stava esibendo. Una scena surreale, ma divertentissima. E devo dire che, tra una finta esultanza e l’altra, il tempo è volato.

Dopo Voci d’Oro, quali sono i tuoi prossimi passi e cosa possiamo aspettarci da te?

Progetti per il futuro sicuramente, ecco, continuare su questa strada, sto continuando a scrivere, ecco, mi auguro di portare a termine appunto la pubblicazione di un brano a breve, perché appunto a me piace anche scrivere, e poi continuare sempre a stare nell'ambito della musica, farlo diventare un lavoro proprio per me, e già appunto in parte lo faccio. Sostanzialmente è questo, voglio vivere di musica, voglio vivere di musica, io non vedo altro, io non mi vedo seduta in un ufficio, insomma, stare lì tutto quel tempo davanti al computer, io non ce la faccio, mi sento proprio bloccata, non è nella mia indole, voglio vivere di musica, di libertà e di condivisione, soprattutto con gli altri.

Un percorso che continua a espandersi, guidato da una determinazione limpida e da un amore autentico per lo spettacolo: Emily Rinaldi cammina verso il futuro con la stessa energia con cui sale sul palco, trasformando ogni esperienza in un nuovo capitolo della sua storia artistica.

Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa
Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita
Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP
Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa

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