Passa ai contenuti principali

Il Paese che non riconosco più

 

MONOLOGO INTERIORE DI ANTONIO MARSICO

Non so più se sto guardando un Paese o la sua caricatura.

Mi siedo, scorro le liste dei candidati alle comunali… e mi viene da ridere.

Una risata amara, di quelle che ti graffiano la gola.

Nomi mai sentiti, facce spuntate dal nulla, curriculum che sembrano scritti durante la pausa caffè.

E io penso: ma davvero? Davvero basta presentarsi per governare una città?

Mi sembra di assistere a un casting, non a un’elezione.

La politica ridotta a un modulo da compilare, a un “perché no?”, a un “ci provo”.

E intanto io qui, a chiedermi quando abbiamo deciso che l’improvvisazione fosse una virtù.

Mi massaggio le tempie.

Sento la pressione salire, come ogni volta che mi illudo che le cose possano ancora sorprendermi in meglio.

E invece no.

Arriva l’ultima trovata: l’Anta Virus. Un nome che sembra inventato da uno sceneggiatore annoiato.

Prima il Corona, ora questo.

Ogni volta una sigla nuova, un allarme nuovo, un motivo nuovo per tenerci in bilico tra paura e rassegnazione.

E io penso: ma davvero ci credono così ingenui?

O peggio: siamo diventati davvero così ingenui?

Mi scappa un sospiro, uno di quelli che pesano più di mille parole.

Non è che non credo alla scienza.

È che non credo più a chi la usa come scudo, come paravento, come telecomando per le nostre emozioni.

Poi vado al supermercato.

E lì mi si spezza qualcosa.

Carne estera ovunque.

Prezzi bassi, etichette vaghe, provenienze che sembrano scritte apposta per non dire niente.

E la carne italiana?

Quella buona, quella vera, quella che ha un nome, una storia, una dignità?

Messa in un angolo, come un ricordo che non serve più.

E come se non bastasse, adesso c’è pure il falso Made in Italy.

Carni che arrivano dall’estero, lavorate chissà come, e poi magicamente etichettate come italiane. Una truffa bella e buona, che ha fatto esplodere allevatori e agricoltori.

Li capisco.

Li vedo in strada, esasperati, con le mani che sanno lavorare e gli occhi pieni di una rabbia che non è solo loro: è di tutti noi.

Perché non è solo una questione di carne.

È una questione di identità, di rispetto, di verità.

E io penso: ma davvero siamo arrivati al punto di dover difendere perfino il nostro nome?

Mi viene un nodo allo stomaco.

Non per la carne.

Per quello che rappresenta: la resa.

La resa totale al “basta che costi poco”.

La resa al ribasso, alla mediocrità, al “tanto è uguale”.

La resa a un sistema che ti vende l’illusione del risparmio mentre ti toglie tutto il resto.

Mi guardo intorno e vedo un Paese che si è abituato a tutto.

A stipendi che non bastano.

A servizi che non funzionano.

A decisioni prese da gente che vive in un’altra dimensione.

A emergenze che spuntano come funghi.

A prodotti che arrivano da chissà dove.

A candidati che non hanno mai amministrato neanche la loro agenda.

A un falso Made in Italy che ci ruba perfino l’orgoglio.

E mi chiedo: quando abbiamo smesso di indignarci?

Quando abbiamo deciso che lamentarsi era inutile, che pretendere era un lusso, che alzare la testa era da maleducati?

Mi permetto di fare un paragone:

Gli anni ’70 e ’80 da una parte, l’oggi dall’altra. Due epoche che non si guardano: si giudicano.

Da una parte chi sapeva fare.

Dall’altra chi improvvisa.

Da una parte chi costruiva.

Dall’altra chi taglia.

Da una parte chi viveva.

Dall’altra chi sopravvive.

E allora mi dico che forse è questo il punto.

Non è la politica.

Non è l’Anta Virus.

Non è la carne estera.

Non è nemmeno il falso Made in Italy.

È la normalità che abbiamo accettato.

Una normalità che non ha niente di normale.

Mi alzo, sbatto il pugno sul tavolo. Non per rabbia. Per svegliarmi. Per ricordarmi che non voglio far parte di questo grande sonno collettivo.

E la domanda mi torna addosso, più pesante di tutte le altre: quando abbiamo deciso che accontentarci era sufficiente?

Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa
Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita
Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP
Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa


Commenti

Post popolari in questo blog

Dal grande schermo alla passerella: l’anno della consacrazione di Vito La Grassa

Il 2025 si prospetta come un anno di svolta per Vito La Grassa, attore e personaggio pubblico sempre più al centro della scena artistica italiana. Tra ruoli intensi e partecipazioni prestigiose, La Grassa si conferma una figura poliedrica capace di spaziare dal grande schermo alla moda, con una sensibilità che abbraccia anche il sociale. Nel film  “L’Ultimo Rifugio” , diretto da  Francesco Gallo , Vito La Grassa interpreta  il Capitano Gianmarco Fedeli , ufficiale del RIS dei Carabinieri. Il film racconta la fuga di un latitante mafioso, in un intreccio di destino, responsabilità e tensione morale. Accanto a lui, un cast di grande spessore:  Vincenzo Aiello ,  Piero Caronna  e  Maria Giovanna Frangiamone . Il film sarà distribuito  nelle sale cinematografiche  e presentato  nei principali festival , promettendo di lasciare il segno per la sua intensità narrativa e il valore artistico. Nel secondo progetto,  “La Fratellanza”...

Vito La Grassa: Icona di Eleganza e Responsabilità

  Vito La Grassa è l’esempio vivente di come arte, talento e responsabilità sociale possano convivere in un’unica figura. La sua carriera, iniziata nel mondo della moda, lo ha visto protagonista per brand come Petrelli e Facis, e testimonial in concorsi di rilievo nazionale e internazionale. Tra le esperienze più suggestive, la sfilata al Castello dello sceicco di Rabat per un evento firmato Pignatelli, dove ha incarnato con naturalezza eleganza e portamento. Il suo volto ha calcato palchi condivisi con icone dello spettacolo come Michelle Hunziker, Samanta De Grenet, Anna Falchi e Manuela Arcuri, confermando una presenza scenica che va oltre l’estetica. Ma La Grassa non si è fermato alla superficie: ha scelto di approfondire il linguaggio della recitazione, costruendo un percorso attoriale ricco di ruoli intensi e significativi. Da  Squadra Antimafia 2  a  Il Collaboratore , fino a  La Boucherie , dove ha interpretato l’agente Montinaro, caposcorta del giudice ...

A Ferrara l’edizione più attesa di Factor Music Live

Factor Music Live: 10 Anni di Eccellenza. A Ferrara l’Edizione Speciale con il Pluripremiato Salvo De Vita Il concorso canoro  Factor Music Live , marchio registrato di caratura nazionale, si appresta a celebrare un traguardo storico:  10 anni di successi e scouting artistico . Per questa edizione del decennale, l’evento si trasforma in un palcoscenico d’eccezione che coniuga musica, cinema e cultura, ospitato nella cornice del  Teatro Centro Sociale "Quadrifoglio" di Ferrara . La Direzione Strategica di un Leader del Settore A guidare la produzione è il  Dott. Salvo De Vita , figura di spicco nel panorama imprenditoriale artistico europeo. Il suo prestigio è suggellato da risultati di rilievo mondiale: De Vita vanta infatti  due nomination al Festival Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia  (edizioni 2023 e 2025) per i film  "Bound"  e  "Tu Sombra" . A questi successi si aggiungono  due prestigiosi premi di riconoscimento cult...